INCI

Il linguaggio segreto dell’INCI -seconda parte

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Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dell’INCI elencando altri ingredienti da cui sarebbe meglio tenersi alla larga.

Gli allergizzanti

Fanno parte della categoria delle sostanze allergizzanti parecchie sostanze utilizzate come conservanti, ad esempio i cessori di formaldeide (molecole che decomponendosi liberano formaldeide) come IMIDAZOLIDINYL UREA, BRONOPOL, DMDMHYDANTOIN ecc…

Mentre è stato vietato l’impiego di formaldeide (una sostanza cancerogena di classe 1 altamente irritante) all’interno dei cosmetici oltre il limite dello 0,2% – e per quelli relativi all’igiene orale il limite scende allo 0,1% – per i cessori di formaldeide non ne è stata ancora riconosciuta la pericolosità, poiché le molecole che la contengono ne liberano ‘solo’ piccole quantità. Ma la domanda è: potendo scegliere, li acquistereste comunque?

TRICLOSAN: disinfettante presente anche nei dentifrici, nei cosmetici e nei deodoranti. Usato quotidianamente riduce lentamente la flora microbica cutanea aumentando il rischio di allergie.

ALUMINUM CHLOROHYDRATE: antitraspirante il cui utilizzo prolungato porta all’occlusione dei pori sudoriferi.

SILICONI (METICHONE, DIMETHICONE, SILOXANE): agenti filmogeni che servono a creare un “effetto setoso” sulla pelle ma al contrario delle aspettative contribuiscono a farla seccare provocando il bisogno di usarne ancora e ancora. Avete presente quello che accade con il burro di cacao per le labbra? Per l’epidermide vale lo stesso principio…

KATHON (METHYLCHOLOROISOTHIAZOLINONE + DILMETHYLISOTHIAZOLINONE), battericida responsabile di un’esplosione di dermatiti allergiche da contatto ai cosmetici negli anni ’80. Oggi il limite massimo consentito è sceso allo 0,0015%, ma la domanda è sempre la stessa: perché scegliere un cosmetico che lo contiene se esistono le alternative?

I tensioattivi

I tensioattivi servono a pulire e a fare schiuma. Quelli di origine petrolchimica, che sono quelli impiegati nella cosmesi industriale, eliminano lo strato lipidico della pelle, che rappresenta la nostra protezione naturale, e quando vengono risciacquati concorrono ad inquinare le falde acquifere. Li riconosciamo quando leggiamo: SODIUM LAURYL (o LAURETH) SULFATE, BETAINE, derivati DEA, MEA, TEA. Le alternative vegetali possono essere COCO o DECYL GLUCOSIDE, SODIUM LAUROYL GLUTAMATE ecc).

Gli asterischi

La presenza di un asterisco di fianco al nome dell’ingrediente, di norma, indica la sua provenienza da agricoltura biologica; due asterischi la presenza di potenziali allergeni (LIMONENE, CITRONELLOL) che pur essendo di origine naturale potrebbero provocare reazioni in soggetti predisposti ad allergie.

Spero con questi due articoli di essere riuscita a riassumere la lista dei principali ingredienti “pericolosi” per la nostra salute e per quella dell’ambiente, vorrei che tutti avessimo a disposizione gli strumenti per riconoscere ciò che è potenzialmente dannoso per entrambi. Oltre a questo piccolo vademecum, e a quello che avevo introdotto nel mio post “Mangeresti i tuoi cosmetici”, consiglio sempre di consultare il Biodizionario per controllare la tossicità degli ingredienti presenti nelle nostre creme e nei nostri shampoo: attraverso una grafica a semafori possiamo verificare se un determinato ingrediente è buono, accettabile o assolutamente inaccettabile e, in base alla sua posizione nell’INCI, potremo fare le nostre scelte nel modo più consapevole possibile.

La legge si limita ad indicare le concentrazioni massime consentite ma non tiene conto dei fattori di rischio: il fatto che certi prodotti siano messi in commercio non è di per sé sufficiente per definirli “sicuri” in quanto non viene mai considerato il bioaccumulo, ovvero il carico a cui sottoponiamo quotidianamente il nostro organismo dato dalla somma di tutti i prodotti che usiamo nell’arco della giornata, della qualità dell’aria che respiriamo e del cibo che mangiamo.

Spero, con questo post e con quello della scorsa settimana, di aver contribuito a rendere meno sconosciuto l’INCI e più consapevoli tutti noi.

A presto,

Caterina

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Caterina Cariello

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