INCI

Il linguaggio segreto dell’INCI – prima parte

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L’ INCI è la chiave per capire se gli ingredienti dei cosmetici che utilizziamo sono di origine chimica o naturale e, quindi, se siano dannosi per la nostra pelle e per il nostro organismo. Da oggi vorrei iniziare la pubblicazione di alcuni  post specifici per riuscire a comprenderlo al meglio.

Partiamo dal suo significato: INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients)  è la nomenclatura usata a livello internazionale che troviamo riportata sull’etichetta dei prodotti di cosmesi che serve ad identificare le sostanze presenti al loro interno.

Gli ingredienti di ciascun prodotto non sono solamente quelli deputati alla sua efficacia ma ve ne sono altrettanti la cui funzione può essere quella di stabilizzare il prodotto, di conservarlo, di renderlo più gradevole all’olfatto o di migliorarne la texture.

Cerchiamo di capire come interpretarlo!

La lingua dell’INCI

Ad una prima occhiata sembrerebbe che il linguaggio utilizzato per denominare gli ingredienti sia assolutamente incomprensibile ma, se ci soffermiamo a leggerlo con un po’ più di attenzione, noteremo al suo interno sono riportati dei nomi in latino o in inglese: perché due lingue?

Generalmente i nomi latini ci permettono di riconoscere gli ingredienti botanici, derivati quindi da piante ed erbe, che sono stati inseriti senza modificazioni chimiche (PERSEA GRATISSIMA, ALOE BARBADENSIS, ecc..); quelli inglesi invece indicano le sostanze frutto di sintesi chimica (PARFUM, ACRYLATES COPOLYMER ecc).

Purtroppo questa distinzione non è sufficiente per non cadere nei tranelli: continuando nella lettura vi accorgerete che molti nomi latini nascondono in realtà sostanze nocive che dobbiamo assolutamente imparare a conoscere.

INCI
L’ordine degli ingredienti

La lista degli ingredienti riportati nell’INCI non è scritta in ordine casuale, bensì prevede che essi siano indicati a partire dalla sostanza presente in quantità maggiore all’interno del prodotto e, a seguire, quelle in quantità minore. Inutile aggiungere che, se nelle prime posizioni dell’elenco non sono presenti nomi latini, vuol dire che abbiamo acquistato un cosmetico decisamente poco naturale! La maggior parte di quelli in commercio presentano ingredienti misti, quindi sta a noi valutarli con attenzione, stando attenti alla “trappola dei petrolati”!

I petrolati

Quello sui derivati del petrolio, è un discorso che ho affrontato in più occasioni all’interno del mio e di altri blog perché i danni che causano alla nostra pelle e all’ambiente sono enormi, nettamente superiori ai benefici che ne giustificherebbero l’impiego. Vengono infatti utilizzati come conservanti a lungo termine perchè dove c’è acqua c’è vita e quindi anche la proliferazione di mocrorganismi, ma agiscono da disturbatori endocrini (possono provocare alterazioni nel funzionamento delle cellule) ed alcuni, come il PARAFFINUM LIQUIDUM, uno dei più diffusi nell’industria cosmetica tradizionale, sono addirittura catalogati come cancerogeni.

In questo caso non facciamoci ingannare dalla “trappola del nome in latino”: essendo il petrolio un ingrediente naturale alcuni suoi derivati sono presenti negli INCI con la nomenclatura latina, peccato che non siano assolutamente dermocompatibili e decisamente dannosi.

Il consiglio è quello di evitare nel modo più assoluto l’acquisto di cosmetici (e fra questi comprendiamo anche i prodotti per il corpo) contenenti sostanze come MINERAL OIL, PETROLATUM, PEG, PPG, ETH(+ numero), oltre ovviamente al già citato PARAFFINUM LIQUIDUM, presenti purtroppo anche in moltissimi articoli destinati ai bambini.

I parabeni

Sono sostanze con azione fungicida e battericida (desinenza -PARABEN) e presentano le stesse controindicazioni dei petrolati sopracitati, ma sono presenti, oltre che nei cosmetici, nei cibi a lunga conservazione, nei detergenti per la casa, in alcuni farmaci e nei dentifrici. Per permettere ad un qualsiasi prodotto, cosmetico e non, di durare più a lungo, vengono utilizzate queste sostanze molto aggressive nel processo di conservazione senza preoccuparsi molto dei danni che possono causare.

Nel post di domenica prossima la seconda parte dell’interpretazione di questo importante strumento che stiamo imparando a conoscere assieme.

A presto

Caterina

    • enzo
    • 22 febbraio 2016
    Rispondi

    ciao Caterina,
    ottimo lavoro! sicuramente è un argomento di cui si sa (purtroppo) troppo poco e noi consumatori non siamo sempre correttamente informati. Ti ringrazio per la consueta chiarezza con la quale esponi temi “tecnici” ed attendo di leggere il tuo prossimo post sull’argomento.
    Buon lavoro
    Enzo

    • Rispondi

      Grazie mille Enzo! Siete proprio voi a darmi gli spunti per scrivere in base alle vostre richieste di chiarimento, quindi grazie davvero per la collaborazione! Caterina

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Caterina Cariello

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