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Il cambio di stagione per la pelle

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Per concludere l’argomento iniziato col post “Il cambio di stagione” su come prepararsi ad affrontare l’inverno “dall’interno”, scegliendo un’alimentazione sana e possibilmente integrandola con le sostanze vitali tanto carenti nella società moderna, in questo nuovo articolo vi parlo della pelle, il nostro organo più esteso, quello che è direttamente a contatto con l’esterno e che, quindi, risente in modo particolare delle variazioni climatiche.

D’estate così come d’inverno, infatti, è importantissimo preservare l’idratazione del nostro corpo e tra le tante funzioni della pelle c’è proprio questa: essere in grado di non farci disidratare se l’aria è secca e allo stesso tempo non permettere di creare scompensi al nostro interno quando l’aria è sovraccarica di umidità.

Come ci riesce? Grazie alla barriera epidermica che impedisce da un lato la penetrazione dall’esterno di acqua, sostanze estranee e microrganismi e dall’altro la perdita di liquidi e di elettroliti dall’organismo. La disidratazione è la causa principale non solo dell’invecchiamento ma anche dell’indebolimento delle difese della pelle, che una volta abbassate sono causa di dermatiti, allergie e di tutte le problematiche cutanee che al giorno d’oggi, guarda caso, sono diffusissime.

Come mai negli ultimi anni c’è stata letteralmente un’esplosione di problemi legati alla salute della pelle?

Magari siamo persone già molto attente a quello che mangiamo, facciamo la spesa tra le corsie “bio” dei supermercati ma spesso dimentichiamo, o non sappiamo, che molte malattie della pelle sono da imputare al fatto che negli ultimi decenni la stragrande maggioranza dei cosmetici e prodotti per il corpo (creme, saponi, bagno schiuma, ecc…) che sono stati immessi in commercio contengono derivati del petrolio e siliconi che invece di idratare seccano e occludono ancora di più l’epidermide. Questa non trascurabile “controindicazione” fa si che col passare degli anni, strato dopo strato, occlusione su occlusione, le difese della pelle si abbassino e lascino spazio all’insorgere di patologie più o meno gravi.

La pellicola invisibile creata dai petrolati, infatti, impedisce la traspirazione e la sensazione di idratazione è solo momentanea, anzi, più ne spalmate e più sentite la necessità di applicarne ancora (come il burrocacao!!), creando un vero e proprio circolo vizioso in cui non si fa altro che continuare a seccare la pelle pensando invece di nutrirla (il cosiddetto effetto “fake”, cioè falso!).

Ancora una volta è necessario operare una scelta consapevole.

Scegliendo cosmetici affini alla nostra pelle, ovvero cosmetici dermocompatibili, i risultati si apprezzano soprattutto a lungo termine, perché a seconda di come idratiamo la pelle oggi, potremo apprezzarne o rimpiangerne le conseguenze fra qualche anno. Il petrolio e i suoi derivati, se ci fosse bisogno di dirlo, non sono né dermoaffini né tantomeno idratanti perché occludono i pori e per reazione a questa persistente occlusione, la pelle aumenta la produzione di cellule alterando la sua stessa struttura. Paradossalmente una pelle ormai “assuefatta” ai petrolati potrebbe non reagire nella maniera aspettata all’uso di prodotti completamente diversi, manifestando, ad esempio, nei casi di maggior sensibilità, dei rossori iniziali o presentando impurità, ma ciò accade proprio perché sta finalmente eliminando le tossine accumulate con gli anni e non perché il cosmetico naturale faccia male!

idratazione pelleLe creme dermocompatibili contengono ingredienti affini alla pelle e ripristinano la barriera epidermica. Anche di queste, in commercio, se ne possono trovare diverse. Allora quali scegliere? Per essere efficaci le sostanze contenute non devono restare in superficie ma essere assorbite.

Senza dubbio quindi è bene scegliere quelle che contengono esclusivamente sostanze naturali e fra queste preferire quelle composte da emulsioni microcellulari poiché le emulsioni composte da molecole troppo grandi non possono essere efficaci, non riuscendo a penetrare la membrana epidermica per rilasciare le sostanze nutritive in profondità. Per prepararle occorrono particolari tipi di emulsionatori, macchinari che agiscono a basse temperature e non vanno ad intaccare l’estratto vegetale dei componenti e quindi anche le creme fatte in casa, per quanto naturali, non possono essere altrettanto efficaci.

Altro aspetto importante è il packaging, ovvero il modo in cui viene confezionato il prodotto: per preservare tutte le sue proprietà ed evitare contaminazioni, il prodotto una volta aperto non dovrebbe venire a contatto con l’aria. Le creme nei vasetti, in cui continuiamo a mettere le dita, sono terreno fertile per la proliferazione dei batteri!

In conclusione se vogliamo “proteggerci internamente” a partire dal nostro primo contatto con l’esterno, basta scegliere cosmetici affini alla nostra pelle, che possano idratare in profondità e che soprattutto possano farci apprezzare i risultati nel lungo periodo, tutelando insieme ad essa anche tutto il nostro organismo che, in questo modo, non deve più preoccuparsi di innescare meccanismi difensivi contro gli attacchi che noi stessi inconsapevolmente gli portiamo.

Ma fate attenzione!! Non è sufficiente che sulla confezione ci sia scritto “con ingredienti naturali” o “bio”: leggete l’INCI, sempre, perché non è affatto raro che in commercio si trovino creme che, a discapito dell’aggettivo naturale o biologico, contengono l’immancabile Paraffinum Liquidum!

I prodotti che ho scelto per me e la mia famiglia, e che trovate nella sezione del blog “I miei consigli”, rispondono al 100% dei requisiti di cui ho appena parlato e per questo non posso che consigliarli a tutti, perché realmente diversi da tutti quelli che finora ho provato.

A presto,

Caterina

Fonte: Scarabelli B. “Se la pelle parlasse” Ed. LULU.

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Caterina Cariello

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